Nuovo piano dell’UE per migliorare la sicurezza informatica

Sicurezza Informatica: l’UE scende in campo con pene più severe e un’agenzia per corsi e certificazioni.

L’attuale strategia contro i criminali informatici dell’ Unione Europea risulta obsoleta e inadatta a contrastare gli oltre 4mila attacchi ransomware al giorno.

L’UE si è quindi convinta a cambiare il piano colmando le lacune. La volontà è quella di migliorare la fiducia di imprese e cittadini come sottolineato da Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali.

L’Europa collaborerà con gli altri continenti, ma è fondamentale -sottolinea ancora Gabriel- una cooperazione anche tra imprese dello stesso Paese.

L’attuale Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione verrà sostituita con una nuova che avrà il compito di assistere le imprese sia durante le crisi dovute agli attacchi, sia di aiutarle a prevenirli.

Su questo aspetto c’è da sottolineare un’importante novità del nuovo piano europeo: l’istituzione di corsi per insegnare alle imprese gli strumenti per migliorare la sicurezza informatica.

I virus sono sempre più aggiornati e pericolosi, per questo motivo nel 2018 verrà istituito un centro europeo con il compito di creare gli strumenti necessari alla protezione.

Non si esclude che in futuro la sicurezza informatica venga considerata pericolosa come un incendio o una calamità naturale.

Le competenze in ambito di sicurezza informatica sono sempre fondamentali, per questo sarà creata una piattaforma per l’istruzione di nuove professionalità.

Con il nuovo piano saranno inasprite le pene contro chi non rispetterà le norme di sicurezza imposte.

Fonte: www.repubblica.it

Un’ interessante infografica sulla diffusione dei dati personali

Indagine UE sulle abitudini degli utenti su internet in merito alla privacy

Sempre più siti chiedono i propri dati personali per usufruire dei propri servizi online: una nuova indagine dell’Unione europea mostra come gli utenti si comportino di fronte a tale richiesta.
Il 71% dei partecipanti al questionario fornisce dati personali e più di un quinto ha pubblicato informazioni più sensibili.
Solo il 40% risulta disposto a pagare online, fornendo i dati della propria carta di credito, a dimostrazione di una diffidenza sull’e-commerce ancora presente soprattutto nella generazione più adulta.

Infatti prendendo in considerazione una fascia di età più giovane i dati cambiano in modo significativo con gli adolescenti più disposti a condividere i propri dati (ben il 78% contro il 57%)

Interessanti anche i dati sull’abitudine di navigazione online con la modalità incognito del browser molto diffusa in Europa.
Navigare in incognito permette agli utenti di non lasciare alcuna traccia delle pagine visitate eliminando Cookies e non attivando la cronologia.

Come controllare i nostri dati personali?

I primi passi possono essere limitare l’accesso ai propri profili social come pensato dal 40% degli intervistati.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è informarsi su come il sito intende utilizzare i dati personali prima di fornirli evitando siti poco affidabili o non sicuri.

Fonte: www.infodata.ilsole24ore.com